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"Alcuni artisti si sono assunti il compito d' esplorare possibilità radicalmente nuove, basate sulla distinzione e la rinuncia. Nelle loro costruzioni, nei loro quadri e nei loro racconti, l' umanità s' appresta a sopravvivere, se occorre, alla civiltà." (Walter Benjamin)
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Dedico questo album a Luca Mainini, also known as POPVOYEUR :-)

Il mio giardino
Tra l' abete e la magnolia
Il ramo del pesco
Il pesco
Il fico e le camelie
Lorenzo Lotto
"Apollo dormiente", Budapest, Szèpmüveszéti Muzeum.
Dal momento che non ci rivedremo per molto tempo, approfitto di questo intervallo pittorico per salutarvi degnamente, in modo da non lasciarvi con l' amara sfuriata del post precedente. Questo è uno dei più deliziosi dipinti di Lotto: se un giorno potessi andare a Budapest, lo metterei in lista fra le prime cose da vedere - del resto al Sèzpmüveszéti Muzeum non mancano i capolavori. Per esorcizzare un po' quel pastiche di spleen e stanchezza che ultimamente intossica le mie giornate, ho deciso di identificarmi con questo Apollo appisolato, circondato dalle vesti abbandonate delle Muse - le quali, nel frattempo, sono andate a "svagarsi"... come si può vedere sulla sinistra del quadro. Con questo dipinto si chiude uno splendido saggio di Georges Didi Huberman; filosofo e storico dell' arte che ho subito adorato! E con questo - per ora ultimo - intervallo pittorico, vi lascio definitivamente. Ciao a tutti, Oy.
Cari amici, care amiche… non ce la faccio più! Inchiodato alla scrivania, chino sul portatile da mattina a sera per cucire insieme i pezzi della mia tesi - manco fossi una miseranda sartina che sgobba gratis per una modista isterica - mi trovo costretto a mollare qui il mio blog. Speravo di riuscire a tenerlo aggiornato con continuità, ma ho troppe cose da fare, troppi conti in sospeso da chiudere. Quando mi viene un’ idea per un nuovo post, non riuscendo a trovare il tempo per svilupparla… mi alzo dalla sedia e mi scaravento fuori, giù per le scale a chiocciola, varco a grandi passi la porta del giardino e come Rossella O’Hara corro incespicando fra le carote dell’ orto, fino ai piedi del grande noce; dove mi fermo a prendere fiato con una mano sul cuore, una sulla bocca, e lo sguardo rivolto al cielo - maledicendo dentro di me la tesi, il blog, il trasloco, la laurea… e poi la crisi, la recessione, la politica… il resto della mia disgraziata vita a venire… e tutto lo schifo che mi toccherà sopportare per sperare di sopravvivere in questo fottuto mondo di merda!
After all... tomorrow is another day!
Non ne posso più! Per qualche mese il blog regredirà ad una condizione di morte apparente. Forse verso Natale metterò un paio di post, giusto per fare gli auguri; ma fino ad allora basta! Sono il primo a dispiacermi per questa lunga interruzione; a me diverte molto scrivere i miei post, ma non riesco ad andare avanti così! Non disperatevi, non piangete... non sparirò del tutto: se proprio non potete fare a meno del sottoscritto potete comunque seguire i miei brevissimi articoli su Ibridamenti, nella rubrica Musa/Medusa. Per il resto continuerò a commentare qua e là, nei miei blog preferiti. Verrò a trovarvi ancora, nei vostri salotti. Ora vi lascio, devo andare. Ho giusto il tempo di rassettare un po’, spegnere le luci e chiudere la porta. Ci ritroveremo qui tra molte settimane... in primavera, credo... Io ci sarò… e se molti di voi non torneranno, e mi avranno dimenticato… beh… “francamente me ne infischio”! ;-) Dai, scherzo... Vi abbraccio tutti, Oy.